CD X-MAS: TRACK 06 – White Christmas – dopo i primi secondi inizio a leggere

Babbo,  

…o Babbo Natale, tanto lo so… l’ho capito che sei tu, e mica da adesso. L’anno scorso ho sentito a mamma che diceva “o Natalino, quest’anno però qualcosa gliela dobbiamo prendere al bambino, ’schinetto”. E poi come fa uno a crederci che è la stessa persona che porta i regali a tutti? Non è che non ci credo perché ci vuole un casino di tempo a fare tutti i regali del mondo, ma perché, scusa eh, ma perché due anni fa a PierGiulio gli ha regalato due parchi-squali? Possibile?, ma’tta è scimpru, oo! L’avevamo chiesto tutti i maschietti della classe e proprio all’unico che ce l’aveva già, lo porta? E poi con questa cosa che mio babbo si chiama Natale io me lo son sempre fragato, già l’ho sospettato da sempre che mio babbo, – Natale, – e Babbo Natale – son sempre la stessa persona, anche prima di quella volta che ho sentito a mamma che diceva quello che ho già scritto all’inizi- inizio di questa letterina. Che poi a dire il vero era: “o Natalino, occannu calincuna cosa si da depeus pigai a su pippiu, scureddu.” Che sarebbe che quell’anno qualcosa me la dovevate prendere a me. Solo che la maestra, quella che ci abbiamo adesso, Maestra Letizia, ci ha detto che il sardo non va bene, ma non perché lei è contraria, che anzi, ma perché non torna con le tre i, che sardo inizia con esse! Già le sai le tre i, sì? Che poi però le tre I sono quattro e anche di più.

Che poi però le tre I sono quattro e anche di più.Inglese. Come inglese so dire un sacco di parole. Ci hanno imparato: Santa Claus, Champions, spot, audience, share, premier, lifting, off-shore, business, look, highlights, flop, zapping, sketch, anchorman, fiction e reality show. Ah?, visto che bravo? La I di informatica, poi. Di informatica non è che ne so molto perché c’è un problema che siccome che a scuola ci sono i computer, che tra parentis non si chiamano piccì come dicono certi, che piccì è una brutta parola, ci hanno detto. I computer stavo dicendo, però non funzionano, perché ci sono gli àccher che sono anarchici che mettono virus in giro, così ci hanno detto, e son gli stessi che incendiano le città. Però Massimiliano Caddeo che ne capisce una volta mi ha detto: “E bbàaa! Macché virus, il laboratorio è sempre chiuso ma ogni tanto di nascosto quando vogliono ci entrano a lo usano il computer!”

Più o meno a questo punto finisce track 06 e passi a TRACK 08 Silent Night (Astro del ciel)

Italiano, dobbiamo impararlo bene che sennò quando siamo grandi non lo troviamo un lavoro, oppure già ci prendono ma per un lavoro più scarso, come succede agli stracomunitari che l’italiano non lo parlano bene, per quello sono stracomunitari. A proposito la maestra ci ha detto che con gli stranieri non bisogna generalizzare, che non è che gli islamici sono terroristi proprio tutti tutti tutti tutti; ogni tanto ci può essere anche qualche islamico che le bombe che ci ha addosso non le usa, ci hanno spiegato. La maestra ci ha pure detto che i musulmani non ne fanno letterine di Natale, perché loro non ce l’hanno il Natale, e ai bambini gli dicono “vai e impara a fare attentati se vuoi mangiare!”, così ci ha detto la maestra. Per quello ci ha detto che c’è il crocifisso appeso, che se no diventiamo camicazi anche noi, perché chi non vuole il crocifisso è una persona sospetta. Però Don Mario non ha detto così, ha detto che siamo fratelli, anche gli stracomunitari sono fratelli nostri e secondo me ne sa più lui della maestra di queste cose. Poi c’è la I di impresa, che sarebbe che già da adesso dobbiamo imparare certe cose, tipo come funziona una banca, come si fa e come si aggiusta un bilancio e cose del genere. Oppure: impresa è anche quando Michele Vargiu le ha chiesto: “ce la spiega la storia del paradiso terrestre?” e la maestra le ha detto: “il paradiso terrestre… sì, vabbè, però è importante se prima impari cos’è un paradiso fiscale. Terrestre… terrestre di importante se vuoi c’è il digitale terrestre” gli ha detto. Di tutte le altre cose con le altre letterine, tipo storia che è con esse presempio, o giografia ched’è con gio, cioè farle le facciamo ma sono poco importanti. Maria Laura Farci che è quella che un giorno è venuta anche a casa, ti ricordi?, bé le ha chiesto alla maestra “mio fratello grande quando faceva storia gli hanno fatto anche gli assiri e i babilonesi e per esempio sa che gli arabi hanno inventato lo zero. E noi? Non lo facciamo l’uomo primitivo o i Greci… direttamente coi Romani iniziamo?” Ma cosa ve ne importa di sapere tutte quelle cose? – ha detto la Maestra – Cosa dovete andare da Mike Buongiorno a Genius? Quelle cose o le imparate davvero bene, ma bene bene, oppure meglio lasciar perdere direttamente!”

Più o meno a questo punto finisce track 08 e passi a TRACK 17 The Christmas Blues –

Insomma roba da secchioni. Infatti c’è Maria Laura Farci che secchiona com’è, forse forse può pensare di andarci. Ma al provino le hanno detto: “prima raddrizzati i denti, cambiati gli occhiali, poi puoi pensarci.” E Maria Laura Farci non è che c’è rimasta bene perché ci ha il complesso dei denti storti e degli occhiali da zurpa sfigata. Ah, a proposito, la maestra a Monica Lecis le ha detto che ci dev’essere un errore; “Lecis Lecis… no, non va bene”, dice che è sbagliato e da oggi si chiama Lecciso e gliel’ha anche cambiato sul registro.Io comunque, tornando a prima, questa è una letterina di Natale, e si scrivono i desideri e quindi tanto vale io ci scrivo che volevo il Robosapien, ha sette motori a pile e “mani prensili” che vuol dire che può acchiappare le cose, costa un bel po’ lo so, ma solo quello tutti insieme me lo potete fare senza nessun altro regalo? Se no, se proppio proppio non fa proppio, allora vabbè non lo so, regalatemi quello che potete! E comunque io qui ci scrivo i regali che vorrei, anche se poi nessuno me li porta, ma è così per scrivere la letterina che ce le metto queste cose. Quindi Robosapien, poi BioMetal, che è un robot anche lui, radiocomandato a 10 motori, con cannone sparamissili e pinza per afferrare oggetti. Space Kopter, l’elicottero antialieni con base spaziale. E pensare che una letterina così uno come PierGiulio oppure PierMarco se la scrivono loro glieli portano anche tutti i regali che ci mettono! Mica tipo la mia che è così per finta!! E mica solo questi tre che ho scritto io, gli porterebbero pure qualche gioco per la Playstation2 o per la X-Box e Fifa 2005 e poi un joypad e chissà che cos’altro! La maestra ci ha detto di non preoccuparci a scrivere tutto quello che vogliamo nelle letterine, che se Babbo Natale compra molte cose conviene a tutta Italia perché rilancia l’economia. Che poi non ha capito subito quando gliel’hanno chiesto. Silvia Frau le ha detto: “Maestra ci aiuta a fare le letterine?” e la maestra ha detto “Ma voi siete troppo piccole, ci potete pensare dopo le medie a fare le letterine”. Poi ha capito che volevano dire letterine di Natale.  A proposito di letterine, l’altro giorno la maestra ci stava spiegando Passaparola e ci ha detto che la letterina Vi non si dice vu come dite voi a casa, si dice vi come a Gerri Scotti, non vu.

Comunque, se proppio proppio dovevo scrivere quello che volevo, ma per davvero, allora io scrivo questi regali:     

- il Robosapien (o magari il BioMetal)                                      

- oppure un pallone regolamentare della Fifa.

Più o meno a questo punto finisce track 17 e passi a CD TANGOCLUB TRACK 15

Col pallone se divento bravo poi di regali me ne posso comprare quanti ne voglio, e anche a voi ne comprerei. Investimento si chiama, ce l’hanno detto facendo impresa, cioè io spendo oggi per una cosa che mi sembra che manco potevo permettermela e invece poi quella cosa mi fa fare soldi, tipo il pallone, appunto, quello è investimento, che è pure lui con la I come inglese, informatica, italiano e impresa. Anche il Robosapien e il BioMetal sono un investimento. Non sembra, però con le mani prensili che ci hanno possono acchiappare le cose e io prenderei un sacco di cose. Io per esempio, ma questo è un segreto, al robot gli farei prendere un sacco di cose a PierGiulio oppure a PierMarco, per esempio certe macchinette o gli Incredibili, che ce ne hanno un sacco e un giorno PierMarco ne ha perso uno di incredibile e non se n’è manco accorto, figurati! Allora il mio Robosapien oppure il BioMetal con le mani prensili gliene prende uno al giorno, a poco a poco così non se ne accorge. Che poi è quello che deve fare il BioMetal. “È arrivato il BioMetal e farà giustizia” dice la pubblicità. E io gliela faccio fare davvero giustizia. E lo faccio io l’incredibile, quello sì che è Incredibile, che è con la I, ce la aggiungo io questa I!È così, per finta, tanto per scrivere la letterina, che tanto lo so che non c’è nessun Babbo Natale, ma… per finta per finta qualcosa che invece vorrei c’è davvero in questa letterina. Ma speriamo che sarebbe che se anche a Natale non mi arriva niente di quello che volevo, almeno almeno speriamo che non succede che quando torniamo a scuola tutti si chiedono: “Che cosa tutto ti è arrivato a Natale?” e speriamo che non lo chiedono a me che se no devo inventare come l’anno scorso che avevo detto che mi erano arrivate le costruzioni, e il garage multipiano e la Ferrari Hot Wheels col radiocomando, tutti per finta perché gli altri avevano detto dei regali e addirittura PierMarco e PierGiulio ne avevano detto un sacco, secondo me nella letterina avevano ricopiato tutto il catalogo dell’Auchan, e poi quando alla fine toccava a me, mi scocciava dire: “Io niente, anzi sì, un paio di pantofole”. Se anche quest’anno sarà brutto come gli altri, però basta. Allora lo sai cosa faccio? Quando siamo un po’ più grandi, alle scuole medie oppure forse anche dopo, con Walter abbiamo deciso che da degli amici di suo fratello ci facciamo imparare a fare cose tipo staccare un antifurto oppure a clonare le carte di credito. Allora altro che tre i, mi prendo una cosa per tutte le letterine. Bi bicicletta, Ci cellulare, e anche cose a voi, Di dividì, Emme microonde. Però non dirlele queste cose a mamma, è un segreto nostro, se quel Natale mi vedi che in un mio pacchetto c’è un microonde e a te per esempio ti ho fatto un videofonino, tu fai finta di niente. Ciao e Buon Natale, sperando che almeno questo sii un Natale buono, no come l’hanno scorso, tu non te ne eri accorto ma io quel giorno che eri in cucina che avevi le mani sulla testa… io ti ho sentito, io ti ho sentito che dicevi:

A questo punto taglia – - pausa di SILENZIO -

“Che Natale di merda!”

Riparti con un brano del momento, ritmato e con attacco loud che scegli tu! ______________Questo brano fu letto per la rassegna Natale Acido del 2004 all’Ampurias di Cagliari. Mi assistette un dj che con i cd che gli diedi appena prima e le istruzioni uguali a come son scritte qui, riuscì ad accompagnarmi alla perfezione. Non ricordo il nome, ma voglio ringraziarlo anche qua.

Questa fu la seconda volta che fui citato da Bartezzaghi su Lessico e Nuvole. Praticamente mi cedette lo spazio della sua rubrica per una intera pagina tutta mia!! Lo ringraziai, ovviamente, per l’onore concessomi” :)

In quel periodo su Lessico e Nuvole si metteva su un repertorio di passi malintesi di canzoni celebri, dietro segnalazione dei lettori.  

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L’inno che verrà / 5


A proposito di ricordi erronei di testi delle canzoni: una mia amica (anche lei sentiva “motocicletta / riesci a capì”) aveva dato un senso alternativo al famoso passo della canzone di Battisti-Mogol “Io vorrei… non vorrei… ma se vuoi”. L’originale: “come può uno scoglio arginare il mare”? diventava: “come può uno scoglio far girare il mare”? … Per la dinamica dei fluidi non c’è mica da meravigliarsi, uno scoglio anche piccolo fa sì che le correnti marine gli “girino” intorno.
       
E che dire del pessimismo che acquistava la canzone “Piccolo grande amore” di Claudio Baglioni?: “Mi manca da morire / questo piccolo grande amore” diventava: “Prima accadrà: morire / questo piccolo grande amore”.

Talvolta è a causa di testi originali un po’ oscuri che nascono ricordi erronei. Come in “Domenica bestiale” di Fabio Concato: “ogni tanto mangio un fiore / lo confondo col tuo amore” per tantissimi diventava – forse per un’istintiva esclusione: “ogni tanto lancio un fiore / lo confondo col tuo amore”, dato che nutrirsi di fiori è attività da ruminanti più che da innamorati. In ogni caso nessuna delle due versioni è molto più convincente dell’altra.

Ovviamente il gioco funziona meglio se la canzone appartiene al patrimonio della memoria collettiva. Peccato, altrimenti si potrebbe annoverare la canzoncina per bambini che l’allora mio “fratellino” aveva appreso all’asilo, e che faceva: “Son le mie manine / di formaggio rosa”. Noi fratelli più grandi, pur sospettando che le parole non fossero quelle, c’immaginavamo una mano fatta di una specie di cheddar cheese, dal colore poco genuino. Le manine, nella versione originale, erano “di forma gioiosa”.

Tutto sommato, anche il titolo della rubrica, Lessico e Nuvole, potrebbe rientrare in questo genere.
(Paolo Maccioni).

(3 gennaio 2006)

Questa fu la prima volta che l’inarrivabile Stefano Bartezzaghi mi quotò nella rubrica Lessico e Nuvole de La Repubblica online

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Concorso per titoli

Purtroppo non sarà possibile godere della variabile grafica del file che Paolo Maccioni ha composto copiando e incollando o inventando titoli giornalistici “politically uncorrect”. Purtroppo non c’è distinzione fra i titoli realmente usciti e quelli inventati:

A zero punti dopo due turni
CAMERUN, MAGLIA NERA DEL GIRONE

Un immigrato in fin di vita. Fermata la presunta colpevole
NERA: LUCCIOLA NIGERIANA INDAGATA PER TENTATO OMICIDIO

MERCATO NERO
CD contraffatti: denunciati quattro senegalesi

Delitto fra le mura domestiche
Russa a letto: lo uccide
Indagata la convivente ucraina. Lo psichiatra: “gelosia e insonnia, cocktail micidiale”

Ieri la protesta davanti alla Camera Bassa
“VERTICALMENTE SVANTAGGIATI” QUINDI ESCLUSI
Bassissime chances nelle pubbliche assunzioni per i candidati sotto 1,70 m. di altezza

Si accende il dibattito sul piano urbanistico
Disabili sul piede di guerra
Mancano i fondi per il progetto di rimozione delle barriere architettoniche

Si accende il dibattito sul piano urbanistico
Disabili pronti a marciare contro il Consiglio
Mancano i fondi per il progetto di rimozione delle barriere architettoniche

Dopo tre giorni di agonia al reparto Grandi Ustionati
Si è spento l’uomo che si era dato fuoco

Entro l’anno l’inaugurazione
Presto la nuova sede dell’Istituto Ciechi

Ma gli assistiti non vedono di buon occhio il trasferimento

Profilo inedito del nuovo Presidente. Incarna il mito del self-made-man
Un uomo che si è fatto da sé
Ombre nel suo passato per qualche guaio con la cocaina

Scandalo al corso di laurea di Odontoiatria
BOCCHE CUCITE SUGLI ESAMI TRUCCATI
Presunte irregolarità alle prove orali degli esami di ammissione al corso di laurea

Io diffido fortemente di quello sull’Istituto Ciechi, sull’Uomo che si è fatto da sé, e sui verticalmente svantaggiati. Invece “Si è spento l’uomo che si era dato fuoco” mi è arrivato da altre fonti, e potrebbe essere vero.
Invece è verificata la presenza su Repubblica di una pubblicità in cui si
annunciavano i concerti dei Faithless e di Marianne Faithfull (segnalazione di Duccio Battistrada).
(24 novembre 2004)

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Raccolta di racconti e di esercizi enigmistici, Cuec 2004