
E adesso chi le fa le riforme?
Standard & Poor’s: “giù il debito o bocciamo l’Italia”!
…c’eravamo abituati a un certo standard ma siamo diventati poors… Abbiamo perso 26 posizioni nella graduatoria della competitività internazionale in questi ultimi 5 anni, l’unico che non è fra i poors ma ha triplicato il suo standard non è stato nemmeno bocciato pesantemente dagli elettori… che ci vogliamo fare! Sarà che non c’era uno Zapatero propositivo giovane e carismatico da opporre?
Gli exit polls tracciano il quadro di un Paese diviso in due: metà degli italiani son c…oni (e ne vanno orgogliosi), l’altra metà lo sono anche di più (ma credono di non esserlo). Non sono due vere “metà”, la prima quota infatti è appena più numerosa, ma non di molto. Accontentiamoci.
E tu chi hai votato, Paflagone o Il Salsicciaio? [Aristofane: "I Cavalieri"]
SUL WALL STREET JOURNAL!!!

Fra i tanti commenti sensati all’insensato insulto del premier, riporto quello di Claudio Magris sul Corriere della Sera di giovedì 6, in prima pag. dal titolo “Il vero insulto”: «Non è l’innocente volgarità da caserma che deve essere bollata. In quella frase c’è qualcosa di ben più grave e sovversivo, che perverte il senso della politica. Il presidente in via d’uscita ha offeso chi vota senza pensare solo al proprio interesse. Con un unico insulto ha liquidato secoli di pensiero liberale e di riflessione sul rapporto fra l’individuo e la collettività o lo Stato, fra l’interesse privato e quello pubblico, fra il bene individuale e quello comune. Aristotele Rousseau Locke Croce Einaudi e innumerevoli loro colleghi entrano così d’ufficio nella categoria che il presidente in scadenza ha definito con simpatica familiarità goliardica ossia nella categoria di chi vota, opera, agisce pensando non soltanto al suo interesse, non soltanto al suo particulare. È questa l’aberrazione, non il linguaggio colorito e plebeo.»