LA FESTA DEI LETTORI per chi legge, per chi non legge, per chi leggerà

diario dei pensieri sparsi — paolo @ 5:02 pm

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SABATO 30 SETTEMBRE 2006 

La festa del lettore, in molte regioni italiane (Puglia, Piemonte, Campania, Emilia e Sardegna)
I Presìdi del libro organizzano la Festa dei Lettori in Sardegna iniziative in numerosi centri: Tempio Pausania, Sassari, Gavoi, Serdiana, Arzachena, Gesturi, Cagliari… Ma sono innumerevoli i comuni della Sardegna - quasi tutti - dove avranno luogo le iniziative, soprattutto rivolte ai bambini e ragazzi dato il coinvolgimento di tutte le scuole di primo grado.  

Visita il sito http://www.presididellasardegna.org/ oppure

SCARICA L’OPUSCOLO CON IL PROGRAMMA DELLA FESTA DEL LETTORE
(In formato PDF - Peso: 68 K)http://www.presididellasardegna.org/notizie/festadeilettori.pdf.zip

 

 

INCONTRO CON GIULIETTO CHIESA A CAGLIARI

diario dei pensieri sparsi — paolo @ 5:03 pm

Venerdì 22 settembre 2006 - Teatro Civico in Via Università a Cagliari - Ore 19,30

La Rete del Nuovo Municipio e il “Meetup di Beppe Grillo” di Cagliari presentano l’anteprima del video Sette domande sull’ 11 Settembre a cura  di P.J. Bianchi, R.Vignoli, G.Crescimanni, P.Calzini , dibattito pubblico con la presenza di Giulietto Chiesa giornalista, editorialista presso alcuni dei più importanti quotidiani nazionali e non, è stato per anni inviato per L’Unità e La Stampa a Mosca. Profondo conoscitore della politica internazionale ed autore di numerosi libri di successo sull’argomento, attualmente è europarlamentare a Strasburgo nel gruppo del PSE. E’ il presidente dell’associazione Megachip-democrazia nella comunicazione.
Claudia Zuncheddu medico, giornalista, pubblicista, scrittrice ed appassionata antropologa, è da sempre impegnata nel sociale sia a livello locale che internazionale occupandosi in particolar modo dell’Africa sahariana. Attenta conoscitrice delle problematiche legate alla Sardegna, attualmente è consigliere comunale a Cagliari. 
MODERERA’ IL DIBATTITO : Walter Falgio giornalista del quotidiano “ Liberazione”   
Ore 19,30,  presso  il Teatro Civico in Via Università a Cagliari

TUTTI I GIORNALI ALLINEATI… FALSO ALLARME!!

diario dei pensieri sparsi — paolo @ 9:05 am

Ricopio da effedieffe chiedendomi, diamine quanto ”desk” si fa nei giornali! Ovvero quante agenzie ricopiate passivamente! Chi va più ad accertare le fonti, chi riflette più sulla continua necessità di approfondire, verificare, e lasciarsi conquistare dalla voglia di capire, prima che di giudicare? 

«Al Qaeda minaccia il Papa».
Tutti i giornali italiani hanno lo stesso titolo cubitale, e la stessa certezza: è proprio «Al Qaeda» che minaccia Roma e il Papa.
Anche se il proclama è apparso su un blog della Google, anonimo e in lingua inglese, ospitato da un server USA. (1)
Un complottismo ufficiale  massiccio e corale, una voluttà di paranoia, di alimentare odio e paura irrazionale.
Tutti arruolati volontari nella maligna «guerra della percezione», che è la vera guerra in corso.
Dietro questa nube psichica, sarà probabilmente inutile ricordare le realtà di fatto.
Ma ci proviamo, instancabili. 

rimando all’intero articolo:

http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=1438&parametro=esteri

1) Il blog, come segnala Miguel Martinez sul suo sito (kelebek. splinder.com), è ospitato su Blogspot che ha il seguente «registrant»: Google Inc. (DOM-345046) 1600 Amphitheatre Parkway Mountain View CA  94043  USA. Commenta Martinez: «il blog, pieno di affermazioni come ‘Shaykh Oussama Ben Laden may Allah protect him’ e improbabili rivendicazioni (solo nel comunicato di oggi, sostengono di aver ucciso più di diciassette americani in un solo attentato), sta felicemente sul server di Google. E quel server si trova in un Paese in cui il minimo sospetto di ‘terrorismo’ porta in luoghi segreti di detenzione senza processo. E che ha i migliori esperti di computer del mondo, in grado di scoprire la provenienza di qualunque ‘upload’ a un sito». Il blog non è che sta lì da ieri mattina. Sta lì da marzo, come si può vedere dagli archivi. Insomma, l’immenso apparato di sicurezza statunitense, che controlla anche i libri che la gente prende in prestito in biblioteca, ha avuto mezzo anno per scrivere quantomeno una rispettosa richiesta al signor Google perché tolga il blog. E invece niente. Questo improbabile blog, scritto - a differenza di quasi tutto il materiale jihadista - in lingua inglese, lancia le seguenti minacce, che citiamo in inglese per il divertimento dei nostri lettori: «We say to the cross worshiper [the Pope]: Both you and the Romans, be awaited for the defeat as you see what happens everyday in Iraq, Afghanistan and Shishan etc…, and we are waiting for victory, martyrdom, triumph, enabling and Caliphate (Islamic state) which judges by the law of Allah, then we will break the cross, shed the wine and we wont accept Giziya (Islam or Death), Allah will give Muslims the victory in their war against the Romans and their final capital Rome like his Prophet Mohammed - peace upon him - has promised in the right Hadith and as we were the victorious when we conquered Istanbul in the past». Ah, dicono pure che ci fregheranno i soldi e i bambini: «O Allah return their cunning on them, destroy them, enable us of their necks and make them with their money and children a booty for the Mujahedeen by your strength O the Almighty…». Come noto, dopo l’11 settembre Al Qaeda non ha più commesso alcun attentato sicuramente attribuibile a questa organizzazione; in compenso si è riconvertita in una casa di produzione di video di successo. E i suoi video vengono diffusi dalla IntelCenter, una ditta americana che è una filiale della Tempest Publishing Co. - la quale a sua volta produce manuali e DVD «educativi» sulle minacce terroristiche (chimico-biologiche-nucleari) per conto di clienti come la US Army, la Us air force, l’USAMRIID (il laboratorio militare da cui uscì il famoso antrace), e il Lawrence Livermore, il laboratorio da cui uscì la prima bomba atomica. Insomma un centro di pura propaganda, una fabbrica di «percezione».
 

vedi pure: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=3292

PS “riflettere sulla continua necessità di approfondire, verificare, e lasciarsi conquistare dalla voglia di capire, prima che di giudicare” non sono parole mie ma di Francesca Sforza, corrispondente da Mosca de La Stampa che si è presa la briga (è un’altra storia) di indagare sulla vicenda della bambina bielorussa ospite a Cogoleto, andando a visitare l’orfanotrofio di Veleika, dove la bambina sarebbe stata oggetto di violenze (senza i condizionali nei tg nazionali: la Bielorussia è un paese non allineato, ergo = lager) 

http://www.gennarocarotenuto.it/dblog/articolo.asp?articolo=726#commenti

L’AIEA: “il rapporto del Congresso Usa sulle potenzialità nucleari dell’Iran è erroneo e fuorviante”

diario dei pensieri sparsi — paolo @ 3:38 pm

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Mohamed ElBaradei, Direttore Generale AIEA, Premio Nobel per la Pace 2005 

IAEA says Congress report on Iran’s nuclear capacity is erroneous and misleading
Dan Glaister da Los Angeles Venerdì 15 settembre, 2006

http://www.guardian.co.uk/iran/story/0,,1873114,00.html?gusrc=rss&feed=12

(traduzione di Paolo Maccioni)

L’organismo di controllo dell’Onu per il nucleare (l’AIEA) ha attaccato il Congresso Usa per il rapporto pubblicato da quest’ultimo sul programma nucleare iraniano definito “erroneo, fuorviante e senza riscontri”. In una lettera indirizzata al capo del comitato di intelligence della Camera statunitense (Peter Hoekstra, primo firmatario del rapporto sotto accusa, ndT), il direttore delle Relazioni esterne dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) Vilmos Cserveny, scrive che il rapporto è “scorretto” quando afferma che l’Iran stia producendo uranio “weapon-grade” in un sito ispezionato dall’agenzia (a Natanz, ndT). Al contrario - si legge nella lettera - l’impianto ha prodotto solo piccole quantità di uranio, al di sotto dei livelli necessari per realizzare ordigni (l’uranio “weapon-grade”  è arricchito al 90% e più. Al monitoraggio dell’AIEA l’arricchimento dell’uranio dell’Iran risultava del 3,5%, precisa l’AIEA, come si legge nell’articolo del Washington Post linkato in coda all’articolo, ndT).  
La lettera, una copia della quale è pervenuta al Washington Post, critica il rapporto Usa anche per l’accusa “oltraggiosa e disonesta” che un alto ispettore dell’AIEA sia stato rimosso “per aver concluso che il proposito del programma nucleare iraniano fosse di costruire armi”.
E mentre l’AIEA rileva cinque errori di grande entità nel rapporto Usa, secondo fonti qualificate del Washington Post (alti ufficiali dell’intelligence, dal WP, ndT) sono addirittura una dozzina le affermazioni false o indimostrabili contenute nel rapporto Usa.
Il rapporto della Camera Usa, redatto sotto la direzione di Peter Hoekstra, Repubblicano del Michigan, è stato pubblicato il 23 agosto. Non fu sottoposto al voto né discusso dall’intero comitato  bipartisan ma valutato soltanto dall’ufficio di John Negroponte, direttore dell’intelligence nazionale, prima di essere ratificato dai soli membri Repubblicani del comitato.
Jane Harman (del Partito Democratico), la vice-capo del comitato, scrisse in un’email indirizzata ai colleghi: “il rapporto è ricco di artificiose scorciatoie analitiche che presentano la minaccia dell’Iran come molto più grave - e le affermazioni dell’intelligence come molto più certe - di quanto non siano in realtà”.
Il rapporto, intitolato “Riconoscere l’Iran come minaccia strategica”, fu redatto da Fredrick Fleitz, agente CIA temporaneamente in servizio presso l’ambasciatore Usa all’Onu, John Bolton. Tanto Fleitz quanto Bolton furono coinvolti nella fabbricazione degli argomenti a favore dell’invasione dell’Iraq del marzo 2003. Fleitz sta ora compilando un rapporto sulla Corea del Nord per il comitato di Peter Hoekstra.
La questione del rapporto sull’Iran rievoca la disputa fra l’AIEA, il suo capo Mohamed ElBaradei e l’amministrazione Bush nella corsa all’invasione dell’Iraq. “E’come un déja vu della situazione che precedette la guerra all’Iraq” dice al Washington Post David Albright, ex ispettore nucleare, presidente dell’Istituto per la Scienza e la Sicurezza Internazionale che ha sede a Washington. “Metti insieme della cattiva informazione acchiappagonzi e un rapporto che scredita gli ispettori ed ecco che hai una minaccia nucleare iraniana che monta su.” (virgolettato apparso sul WP, ndT)
Le relazioni tra la Casa Bianca e l’AIEA  sfiorarono la rottura quando l’Agenzia rivelò che l’Amministrazione Usa aveva fondato alcune delle sue accuse al presunto piano iracheno WMD (armi di distruzione di massa, ndT) sulla base di documenti contraffatti. A seguito di ciò la Casa Bianca ordì una campagna - poi non riuscita - per impedire lo scorso anno la rielezione di ElBaradei.
L’AIEA contesta vigorosamente l’affermazione del rapporto Usa secondo cui ElBaradei avrebbe rimosso un ispettore dell’agenzia, Chris Charlier, per aver infranto “il muro della sottaciuta linea politica dell’AIEA  che impedisce agli ufficiali della stessa AIEA di dire la piena verità sul programma nucleare iraniano”. Charlier fu sollevato da quell’incarico invece dietro richiesta ufficiale del capo negoziatore nucleare dell’Iran, Ali Larijani - si legge nella lettera - secondo i termini dell’accordo sottoscritto da Tehran che permette l’accesso degli ispettori nel paese. La lettera sottolinea che ciò fa parte della prassi e che l’Iran ha accettato la presenza di più di 200 ispettori AIEA. Charlier peraltro è tuttora capo della sezione sanzioni all’Iran dell’AIEA .

l’articolo di Dafna Linzer Giovedì 14 settembre sul Washington Post:

http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2006/09/13/AR2006091302052_pf.html
 

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