traduco dal quotidiano porteño Página12:
L’EX CAPPELLANO CHRISTIAN VON WERNICH CONDANNATO ALL’ERGASTOLO
Un genocida che può dire messa
Il sacerdote è stato ritenuto partecipe e coautore di sequestri, torture e assassini durante il periodo del terrorismo di Stato. Il tribunale ha stabilito che i fatti commessi rientrano nell’ambito del genocidio. Si tratta della prima condanna di questo tipo nei confronti di un membro della Chiesa, la quale ha emesso un tiepido pronunciamento e ancora non lo ha sanzionato.
Di Victoria Ginzberg
Partecipe attivo nella privazione illegale della libertà aggravata di 34 persone e coautore della applicazione di abusi aggravati su 31 persone. Correo nella privazione illegale della libertà aggravata e dell’omicidio di sette persone. Per questi fatti, “delitti di lesa umanità nell’ambito del genocidio che ebbe luogo in Argentina fra il 1976 e il 1983″, l’ex cappellano della polizia di Buenos Aires Christian Federico Von Wernich è stato condannato ieri alla reclusione perpetua. Si tratta della prima sentenza di questo tipo nei confronti di un membro della Chiesa per violazioni dei diritti umani durante l’ultima dittatura (l’Argentina ne ha conosciuto tante nel secolo scorso, ndt). La sentenza è stata accolta con applausi, pianti, lacrime e abbracci nella sala delle udienze. L’Episcopato si è limitato a reiterare un vecchio pronunciamento nel quale si segnalava che se membri della Chiesa presero parte alla repressione, lo fecero sotto la loro responsabilità personale.

La condanna all’ergastolo di Christian Von Wernich accolta con soddisfazione dalle Madri di Plaza de Mayo (didascalia di Página12)
Leggi il resto dell’articolo (in spagnolo) su:
http://www.pagina12.com.ar/diario/elpais/1-92760-2007-10-10.html
Leggi anche il commento “Peccati capitali” di Mario Wainfeld, su:
http://www.pagina12.com.ar/diario/elpais/subnotas/92760-29472-2007-10-10.html

Un genocida che può dir messa (didascalia di Página12)

