Iraq in Fragments

diario dei pensieri sparsi — paolo @ 9:34 am

Nell’ambito della rassegna Eyes Wide Open organizzata da U.S. CITIZENS FOR PEACE AND JUSTICE, mercoledì 17 ottobre ore 19 si proietta a Roma Iraq in Fragments al Linux Club (via Giuseppe Libetta 15 tel 06.57250551 - Ostiense vicino agli ex Mercati Generali. Via Libetta inizia all’altezza di Via Giulio Rocco fra l’Univ. Roma tre e la Facoltà di Economia). Un duro ma commovente documentario in tre parti: la vita attraverso gli occhi degli Sciti, Sunniti e Curdi, frutto di due anni del lavoro del regista statunitense James Longley.
Nominated for an Academy Award for Best Documentary Feature in 2007.
Di James Longley, 94 minuti, 2006.
Web site: http://www.iraqinfragments.com/

http://www.peaceandjustice.it/index.php

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BAGHDAD, ANCORA FUOCO DAI KILLER A CONTRATTO

diario dei pensieri sparsi — paolo @ 10:22 am

Ancora dopo i noti fatti di sangue della cosca del personale della Blackwater. Stavolta i killer appartengono ad un contractor australiano. Le vittime, scrivono sia The New York Times che Washington Post, sarebbero due donne cristiane armene,  appartenenti a un gruppo minoritario in Iraq, che occupavano il posto alla guida e quello accanto dell’auto raggiunta dai proiettili che si sarebbe avvicinata troppo al suv dei killer della Unity Resources Group, così la testimonianza di un prete armeno e dei suoi familiari che hanno assistito al massacro. La foto, di Joao Silva per il New York Times, in prima pagina sul NYT è eloquente. 40 proiettili hanno raggiunto l’auto. Come si sentiranno i sostenitori della guerra in Iraq? E fra gli altri, come si sentirà il sig. Aldo Forbice che per anni, dal servizio pubblico, non ha fatto altro che giustificarla, togliendo sistematicamente e non troppo gentilmente la parola ai malcapitati ascoltatori che al telefono osavano muovere obiezioni circa la guerra in Iraq? Gli piacerà il colore della “democrazia” (da lui salutata con favore) che macchia lo sportello di questa Oldsmobile? Che valore può avere  una “democrazia” che richiede questo prezzo per instaurarsi? Qui accanto (in alto sulla destra nel banner Iraq War Cost) si vedono scorrere le cifre sui mld di $ finora spesi dall’amm.ne Usa per la guerra in Iraq e nel riquadro violetto subito sotto il bilancio delle vittime sinora causate dalla medesima guerra. Ci si può raccogliere in preghiera per le due malcapitate donne armene e per tutte le altre vittime di questa macelleria mesopotamica; una preghiera anche per Forbice e gli altri perché si illuminino e riflettano. Nel nome di Dio non è mai giustificato alcun massacro, e non è mai troppo tardi per ricredersi e chiedere perdono.10iraq-600.jpg

vedi su The New York Times:

http://www.nytimes.com/2007/10/10/world/middleeast/10iraq.html?_r=1&ref=todayspaper&oref=slogin

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Un prete armeno accanto alla Oldsmobile mitragliata (Joao Silva per il New York Times)

ARGENTINA: L’EX CAPPELLANO CHRISTIAN VON WERNICH CONDANNATO ALL’ERGASTOLO

diario dei pensieri sparsi — paolo @ 9:34 am

traduco dal quotidiano porteño Página12

L’EX CAPPELLANO CHRISTIAN VON WERNICH CONDANNATO ALL’ERGASTOLO
Un genocida che può dire messa

Il sacerdote è stato ritenuto partecipe e coautore di sequestri, torture e assassini durante il periodo del terrorismo di Stato. Il tribunale ha stabilito che i fatti commessi rientrano nell’ambito del genocidio. Si tratta della prima condanna di questo tipo nei confronti di un membro della Chiesa, la quale ha emesso un tiepido pronunciamento e ancora non lo ha sanzionato.
Di Victoria Ginzberg
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Partecipe attivo nella privazione illegale della libertà aggravata di 34 persone e coautore della applicazione di abusi aggravati su 31 persone. Correo nella privazione illegale della libertà aggravata e dell’omicidio di sette persone. Per questi fatti, “delitti di lesa umanità nell’ambito del genocidio che ebbe luogo in Argentina fra il 1976 e il 1983″, l’ex cappellano della polizia di Buenos Aires Christian Federico Von Wernich è stato condannato ieri alla reclusione perpetua. Si tratta della prima sentenza di questo tipo nei confronti di un membro della Chiesa per violazioni dei diritti umani durante l’ultima dittatura (l’Argentina ne ha conosciuto tante nel secolo scorso, ndt). La sentenza è stata accolta con applausi, pianti, lacrime e abbracci nella sala delle udienze. L’Episcopato si è limitato a reiterare un vecchio pronunciamento nel quale si segnalava che se membri della Chiesa presero parte alla repressione, lo fecero sotto la loro responsabilità personale.

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La condanna all’ergastolo di Christian Von Wernich accolta con soddisfazione dalle Madri di Plaza de Mayo (didascalia di Página12)
Leggi il resto dell’articolo (in spagnolo) su:
http://www.pagina12.com.ar/diario/elpais/1-92760-2007-10-10.html
Leggi anche il commento “Peccati capitali” di Mario Wainfeld, su:
http://www.pagina12.com.ar/diario/elpais/subnotas/92760-29472-2007-10-10.html

Un genocida que puede dar misa.jpg

Un genocida che può dir messa (didascalia di Página12)

LA CASTA…

diario dei pensieri sparsi — paolo @ 8:25 am

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Questa è l’unica Casta su cui non abbiamo da ridire. Laetitia vobis!

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