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“TRAS LA TORMENTA, LLEGO EL ARREGLO” Così scrive Página12 sulla conclusione della vicenda dell’invasione militare della Colombia in territorio ecuadoriano che ha interrotto le trattative per la liberazione degli ostaggi delle Farc (vedi disappunto del Comité Betancourt di Parigi) e soprattutto ha violato la sovranità di un Paese vicino. Il presidente colombiano Uribe ha ricevuto il sostegno di Bush (e che sarà mai se invade un altro Paese? In nome della guerra al terrorismo queste sottigliezze e norme internazionali per animi semplici e legulei sono ostacoli, pastoie, lacci), ma è rimasto isolato nel resto dell’America Latina. Ora, finalmente chiede scusa e promette “non lo faccio più” (Uribe pidió disculpas, además de prometer que no habrá más violaciones de soberanía. Y todo terminó en apretones de mano). Finale con strette di mano.
Spassosa come al solito la vignetta di Paz y Rudy:

- Uribe è preoccupato
- Perché?
- Teme che se vincono i Democratici lo rimpiazzeranno come ambasciatore Usa in Colombia
HAGAMOS EL AMOR Y NO LA GUERRA
Così il quotidiano di Buenos Aires Página12 sulla visita di Cristina Fernández de Kirchner in Venezuela.

Il tema è quello del raid della Colombia in territorio ecuadoriano che ha fatto saltare la trattativa per la liberazione degli ostaggi nelle mani delle FARC, fra cui Ingrid Betancourt:
Il Comitato Betancourt di Parigi denuncia Alvaro Uribe:
"El sabía que al dar la orden de atacar, la liberación rápida estaba aniquilada"
11:25 El Comité de Solidaridad con Ingrid Betancourt (CSIB) de París expresó el viernes su indignación contra el presidente colombiano Alvaro Uribe por las circunstancias que rodearon la operación del ejército colombiano en la que resultó muerto el número dos de las FARC Raúl Reyes en territorio ecuatoriano.
http://www.pagina12.com.ar/diario/ultimas/20-100294-2008-03-07.html
-L’Argentina dice che la Colombia deve chiedere scusa
-Per la storia delle FARC?
-No. Per il 5-0 del1993.
(Daniel Paz & Rudy sullo stesso quotidiano argentino)

«Il governo federale sta valutando la richiesta di una compagnia dello Utah di importare scorie a basso livello di radioattività dall’Italia» scriveva il 28 febbraio il giornale di Boston THE CHRISTIAN SCIENCE MONITOR. «Se accolta, la compagnia potrebbe portare fino a 20mila tonnellate di tubature, liquami, legno, indumenti contaminati ed altro materiale lievemente radioattivo da impianti nucleari italiani in Tennessee; trattarne la maggior parte, quindi smaltire il resto nello Utah. Per gli Usa sarebbe di gran lunga la maggiore importazione di scorie nucleari. “Accettare questo carico dall’Italia spalancherebbe le porte alle scorie nucleari da tutto il mondo. La Commissione per il nucleare (NCR) deve smaltire prima le scorie prodotte in questo Paese, non accettare scorie da fuori che saturano i siti esistenti” afferma Tom Clements del gruppo Amici della Terra. “Ci sono siti disponibili e capaci di accettare materiale: per questo consultiamo Tennessee e Utah” dice il portavoce dell’NCR David McIntyre. “Se gli Stati dicono no, non li importiamo”. A tutt’oggi il governatore dello Utah non si è opposto.»
Questa scarna traduzione-riassunto dell’articolo è apparsa venerdì 29 sulla rassegna stampa estera di Epolis (che curo tre volte alla settimana).
Vedi l’intero articolo originale (in inglese):
http://www.csmonitor.com/2008/0228/p03s03-uspo.html

Ne ha parlato pure Andrea Mameli sull’Unione Sarda e riprendendo articoli e temi sul suo blog:
http://linguaggio-macchina.blogspot.com/
Così Andrea Mameli sul post " Scorie radioattive italiane? No, Thanks…":
"Io l’ho saputo da una mia amica che abita a Salt Lake City. Ma finora la notizia dai quotidiani dello Utah (come The Salt Lake Tribune) è rimbalzata in Italia solo nei blog (in particolare Ecoalfabeta da cui ho ricavato l’immagine pubblicata sotto). Una piccola comparsa nella rubrica di Paolo Maccioni su Il Sardegna venerdì scorso e un mio articolo sull’Unione Sarda di oggi. Dalle ricerche via web non ho rintracciato la notizia su altra stampa italiana. Se siete al corrente di altri articoli vi prego di informarmi, come ha fatto Paolo."
Né a me né a lui consta che se ne sia parlato sui media italiani. Se ci sbagliamo potete segnalarcelo sui nostri relativi blog.
Ma intanto ci si può già chiedere, come mai non ha avuto risonanza questa notizia nonostante riguardi l’Italia da vicino?
Fate una visita sul blog di Andrea dove l’argomento è più approfondito.




