…oltre che bugiardo. Chi li ha inventati, da dove escono fuori i numeri: 72% dei consensi?

Chi spaccia dati falsi o viziati dovrebbe essere sanzionato come meritano i millantatori, i venditori di creme miracolose e di panacee che sono prodigiose solo per chi le vende.

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«Italia pronta per il presidenzialismo»?!?!?

Dall’alba dell’umanità il signorotto di turno prima o poi cade o viene rovesciato, e quando non è direttamente il popolo a farlo ci pensa la storia, che ricaccia il Masaniello nel cestino dal quale è fuoriuscito.

dal Corriere della Sera

Il cerchio (Bocchino Pdl) e la botte (Luisetti Pd) coinvolti nell’inchiesta Global Service della Dda di Napoli. La classe politica che il mondo ci invidia. Normale poi che l’affluenza alle urne crolli, come alle regionali in Abruzzo.

Petrolio e appalti in Basilicata, arrestato dirigente Total, coinvolto deputato Pd (RaiNews24)


Henry John Woodcock (ansa)

Tangenti, arrestato l’ad di Total. Coinvolto anche deputato Pd. Pescara, indagato Carlo Toto
La procura di Potenza indaga sugli appalti per l’estrazione del petrolio in Basilicata. Per il deputato Salvatore Margiotta chiesti gli arresti domiciliari. A Pescara, dopo l’arresto del sindaco D’Alfonso indagato anche il patron di AirOne (laRepubblica)

speriamo che stavolta non ci sia un Mastella a fermare il pm Henry John Woodcock. Scava scava non è solo il petrolio che si trova…

La grande scrittrice indiana scrive un lungo articolo (qui in inglese su the Guardian) dal titolo: “Mumbai non è il nostro 11 settembre“. Un articolo profondo e interessante, nel quale Arundhati Roy ricorda che i sospettati finora arrestati dalla polizia – sia hindu che musulmani – sono tutti di nazionalità indiana, nonostante le cornacchie e i soloni d’Occidente vaticinino una guerra col Pakistan. Pochissimi alle nostre latitudini infatti sanno che esiste un terrorismo hindu o sanno del genocidio del Gujarat del 2002, pochissimi mettono in dubbio che gli attentati di Mumbai siano opera di Al-Qaeda, la nebuolsa inafferrabile, spauracchio buono per tutte le stagioni. Quei pochi che conoscono bene il subcontinente India affiorano poco ai canali mainstream dell’informazione. L’autrice de “Il dio delle piccole cose” ricorda poi nel suo articolo tutti gli attentati e gli spargimenti di sangue dell’India lontani dalle telecamere dei network planetari (Ahmedabad, Bangalore, Delhi, Guwahati, Jaipur, Malegaon), i contorni davvero complessi non compartimentabili in nazionalità e appartenenze nette ed il coinvolgimento di funzionari di polizia negli attentati ai treni Sabarmati Espress del 2002 e del Samjhauta Express del 2007, il fatto che i militanti delle famigerate Tigri del Tamil del vicino Sri Lanka siano stati addestrati dall’esercito indiano.

L’articolo si conclude con questa frase (che estrapolata dal contesto perde molto del suo significato): “L’unico modo di contenere (sarebbe ingenuo dire metter fine) il terrorismo è guardare il mostro nello specchio. La strada sulla quale ci troviamo si biforca: su un cartello c’è scritto Giustizia, sull’altro Guerra Civile. Non c’è un terzo cartello, non si può tornare indietro. Bisogna scegliere.”

Val la pena di leggerlo per intero, conoscendo l’inglese.