«Non vogliamo politici maleodoranti e malvestiti»

Deu no di bollu in lista pedditzonis,
Cun mei ci benit genti allicchirìa.
Poitta ca no c’è democrazia
Chi su pillittu fragat de arritzonis.

Is chi scioberant detergenti loffiu
E àndanta scruzzus chen’e bistimentu,
Làstima: funti intraus in parlamentu
Ca sa manca pudescia ddus at boffiu

De i-cuddas féminas chi fainti “scioppa-scioppa”
Ci’n d’adi meda in lista po s’Europa:
Mancu una chi no siat diaderus bella!

Chi aicci podeus binci s’elezioni.
Pozzu fai feti un’unica eccezioni
po’ una bagassa leggia: po’ Mastella.

perdonate metrica, vocabolario ecc ecc è sul modello del sonetto romanesco che poco ci appiccica con la poesia in sardo

Il solito felice sonetto su temi d’attualità del geniale Anonimo Monteverdino

Ner parlamento nostro ce so’ stati
Ladri, magnaccia, delinquenti vari
Farsari, portaborse e marchettari
Politici (ma pochi e maltrattati).

E dato che nei sessi semo pari
E nun semo mai stati assatanati
Ce furono tra tanti deputati
Le pornodive senza l’impresari

Ce vole ‘n’aria de rinnovamento
E a chi disse “la storia nun se tocca”
Er premier se ne uscì co ‘sto commento

“Ar popolo je piace che la cosa
Sia soda, bella, giovane e famosa
E er mio sarà er governo della gnocca!”

Anonimo Monetverdino fecit in Roma
29 aprile 2009

Stimatissimo Giorgio Melis,
a proposito del tuo bell’articolo di venerdì 24 aprile c.a. su L’altra voce dal titolo ”Grazie, Silvio: niente più G8, Sassari-Olbia, Eurallumina, chimica, eurodeputati e altro. Tieniti i voti, noi Ugu Fantozzi: dai le centrali e scorie nucleari ai cari concittadini-sudditi sardi” in un passo scrivi:

La politica regnante Berlusconi oggi è questa e non possiamo prendercela con Ugu Fantozzi in Cappellacci, altro che Ugu-Truman. Così fan tutti, più o meno, comunque la metà abbondante dei sardi“.

20090424-g8

La vignetta è del bravissimo Ruggero Soru

Alt, attenzione, la metà abbondante di chi ha votato non è assolutamente la metà abbondante dei sardi!
In realtà quel 52% che lo ha eletto, di certo non è il 52% dei sardi, come si sente ripetere fino alla nausea. Non dimentichiamoci che ha votato meno del 68% degli aventi diritto: in realtà quel 52% diventa dunque il 35% dei sardi maggiorenni: in termini assoluti circa 507mila sardi hanno votato Cappellacci su un milione e 450mila aventi diritto!!!!
In questa conta infatti vanno considerati anche i 480mila elettori sardi (quasi il 33%!!) che non hanno votato.
E’ una cosa importante, da tenere sempre presente, secondo me. E’ un equivoco nel quale caschiamo spesso, ricordiamoci che in genere le maggioranze, anche quelle che ci piacciono, in quasi tutte le democrazie occidentali sono minoranze relative rispetto al totale degli aventi diritto. La minoranza meno minoranza delle altre diventa maggioranza!
Per analogia, quando – come capita a me – senti dire qualcuno che ”più di 30milioni di italiani hanno scelto Berlusconi” (quel qualcuno con faciloneria divide gli abitanti del paese in due e aggiunge un po’ di più agli uni), ricordagli che il 46,8 di Berlusconi alla camera delle politiche 2008, sui 39milioni e poco più che hanno votato compresi gli italiani all’estero, significa in termini assoluti: 18milioni e 300 mila cittadini. Sono molti, sono la maggioranza relativa che legittimamente esprime il governo. Ma non sono assolutissimamente ”più della metà degli italiani”.

Cordialmente
Paolo Maccioni

P.S. Giorgio Melis, veterano del giornalismo in Sardegna, è il direttore del quotidiano online L’altravoce

Un sonetto del geniale Anonimo Monteverdino:

corteo25aprile-copy

Me dicheno che er venticinque aprile
Debba de rinnovasse nello stile
E la libberazzione mo sarà
Solo la festa della libbertà!

Sur predellino, a casa o in un cortile,
Mentre che avanza la follia senile,
Godendo de ‘sta popolarità
Er Sirvio nazzionale eccolo qua…

Er popolo fregnone l’ha seguito
E j’ha permesso senza controbbatte’
De realizza’ le peggio malefatte.

L’urtima? La commemorazzione
Che se chiamava La Libberazzione
Deve chiamasse come er su partito.

Anonimo Monteverdino Fecit in Roma
27 aprile 2009