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Ci ha lasciato, longevo, novantenne, un monumento della cultura sarda: Ciccittu Masala. Ai familiari il mio rispettoso cordoglio. Ricopio le parole di Gianluca Floris:

E’ scomparso lo scrittore Francesco Masala, noto Ciccitto, sardo di Nughedu San Nicolò, cantore delle nostre miserie di sardi e di uomini con una capacità di tratteggio e di poesia mai eguagliate nel panorama letterario isolano. La sua attività letteraria e di produzione poetica mai fu disgiunta dall’impegno e dalla denuncia politica e sociale del suo tempo. Ciccitto era un esempio di intellettuale cosiddetto “impegnato” mai domato e mai rassegnato. Le sue denuncie sugli scempi e le illusioni della chimica in Sardegna, che solo infiniti lutti ha addotto alle nostre terre ed alle nostre famiglie, hanno trovato nel suo pamphlet “Il dio petrolio” un mirabile riassunto, lucido e spietato. I suoi libri come “Quelli dalle labbra bianche”, grande suo successo internazionale, hanno narrato le vicende della sua Macondo personale, della nostra piccola, particolare terra, fatta di mille Arasolé, mille Nughedu. I suoi lavori teatrali, il suo impegno durante gli anni della creazione della cooperativa Teatro di Sardegna sono stati il tentativo di universalizzare le esperienze di una antica terra come la nostra, leggendoci i drammi di un’identità misconosciuta, anche se fortissima, e spesso tradita dai sardi stessi.

Leggere Ciccitto Masala per me, da giovane adolescente, ha significato imparare il ruolo attivo dell’intellettuale nella società, ha significato unire la raffinatezza letteraria alla forza anche violenta della denuncia politica e sociale.

Un abbraccio accompagnerà Ciccitto.

Con ammirazione
Gianluca Floris

*  *  *  *  *  *   

Allego la sua bibliografia, ricchissima, sterminata e pertanto inevitabilmente imprecisa:

“Pane nero”, (poesie), Ed. Maia, Siena, 1956;
“Il vento”, (poesie), Ed. Maia, Siena, 1960;
“Quelli dalle labbra bianche”, (Romanzo), Feltrinelli, Milano, 1962; Loffredo, 1977; Il Maestrale, 1995
“Lettera della moglie dell’emigrato”, (poesie), Feltrinelli, Milano, 1968;
“il dio petrolio”, (romanzo), Almanacco della Sardegna, Cagliari, 1970; Ed. Castello, Cagliari, 1986;
“Storia del teatro sardo”, (saggio), Alfa Editrice, Quartu S. Elena, 1987;
“Quelli dalle labbra bianche” (riduzione teatrale in collaborazione con Giacomo Colli), Ed. Quaderni del CIT, Cagliari, 1974;                                                                          “Storia dei vinti”, (poesie), Jaca Book, 1974
“Carrasegare”, Cagliari, Trois, 1978
“Su Connottu”, (dramma popolare bilingue in collaborazione col regista Gianfranco Mazzoni), Ed. Coop. Teatro Sardegna, Cagliari, 1980;
“Emilio Lussu, il capotribù nuragico”, (radiogramma bilingue), RAI, 1979, in “La Grotta della vipera”, Cagliari, 1980;                                                                                     “Gramsci, l’uomo nel fosso”, (radiodramma bilingue), RAI, 1981;
“Poesias in duas limbas”, (poesie bilingui), Ed. Scheiwiller, Milano, 1981; Il Maestrale, 2006
“Il riso sardonico”, (saggi), Ed. GIA, Cagliari, 1984;
“S’Istoria”, (Condaghe in limba sarda), Alfa Editrice, Quartu S. Elena, 1989;
“Storia dell’acqua in Sardegna”, (saggio), Alfa Editrice, Quartu S. Elena, 1991.
“Limba est s’istoria ‘e su mundu. Condaghe de Biddafraigada, (saggio), Condaghes, 2000
“Il parroco di Arasolè”, (romanzo), Il Maestrale, 2001
 

Impossibile elencare tutti gli interventi, le pagine, i capitoli curati dal grande Ciccittu su innumerevoli volumi, quaderni, riviste, giornali.

 

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One Response to

  1. Paolo dicono:

    Molto più profondo delle mie rapide e povere parole su Ciccittu è il bell’articolo di Vito Biolchini su http://www.altravoce.net/2007/01/24/masala.html
    Leggetelo.

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