Auguri natalizi in tempo di crisi

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Fra tutti i biglietti di auguri natalizi, elettronici o cartacei, il più originale che mi sia capitato è quello inviatomi dal fotografo triestino Paolo Beccari. Recita: “Merry crisis and a happy new deal”. Profondo e leggero allo stesso tempo. Lo trovo geniale non solo perché ho un debole per i giochi di parole ma perché, come spetta a un creativo, legge il suo tempo e cerca di intercettare o disegnare il futuro. All’interno del biglietto due foto in bianco e nero del simbolo dei valori solidi e sobri: il pane. Sul dorso una citazione di Tiziano Terzani che oggi suona attualissima: “forse questa è l’occasione per pensare diversamente da come abbiamo fatto finora, l’occasione per reinventarci il futuro”. Pur distante da Terzani nel tempo, nel luogo e come impostazione, anche un’economista come Sheila Bair, capo dell’Agenzia federale americana per l’assicurazione dei depositi, concorda: “dobbiamo tornare a quella cultura della parsimonia che la generazione di mia madre aveva appreso attraversando tempi duri e privazioni”. Happy new deal, appunto. Come uscirne, cosa inventare per passare il guado, nutrire speranza e vedere opportunità nelle difficoltà. Diffidare dai masanielli che credono che sorridere e nascondere la crisi sotto il tappeto possa bastare ad esorcizzarla. Ha più senso dare ascolto a chi pensa a come risorgere. Agli uomini e alle donne, d’arte o di scienza, che individuano una via d’uscita. Magari senza il masaniello di turno, così il new deal è ancora più happy.

L’articolo è apparso oggi martedì 24.12 su EPolis/Il Sardegna

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