SCIENZIATI DI VENTURA

Scienziati senza fissa dimora. Precari della ricerca. Emigranti della conoscenza. Sono tanti i modi per definire i protagonisti del libro di Andrea Mameli e Mauro Scanu “Scienziati di ventura, storie di cervelli erranti tra la Sardegna e  il mondo” (Cuec editrice,
Cagliari, 2007, pp. 152, Euro 11).

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Il volume racconta le storie di persone che hanno saputo (o dovuto) trovare una strada in centri di ricerca, università e imprese all’estero. Un reportage per denunciare le carenze del sistema italiano in tema di sostegno alla ricerca scientifica. Ma soprattutto una raccolta di storie di uomini e donne di scienza con esperienze umane intense e spesso difficili. Un viaggio tra le testimonianze di chi è riuscito, soltanto lontano dalla propria terra, a coronare il sogno di lavorare nella scienza, e quelle (poche) di coloro che sono stati in grado di rientrare.

Dalla prefazione di Gian Luigi Gessa:
Il libro di Andrea Mameli e Mauro Scanu è una raccolta di interviste a giovani ricercatori sardi, uomini e donne, che hanno dovuto o voluto emigrare all’estero per lavorare in laboratori qualificati dove si sono affermati. Qualcuno è rientrato in Sardegna, altri vi ritornano solo per le vacanze. […] Le interviste hanno suscitato in me un’emozione antica in quanto sono stato anch’io giovane emigrato negli Stati Uniti e nelle interviste ritrovo molti dei miei problemi e dei miei sogni.”

Dalla postfazione di Augusto Palombini (presidente dell’associazione dottorandi italiani): “L’idea di realizzare delle indagini, come questa, sul fenomeno della fuga dei cervelli analizzata su scala locale, è stata relativamente frequente negli ultimi anni, ma
nell’ambito di articoli, rubriche radiofoniche, brevi trattazioni che non hanno portato, a mia memoria, ad un vero e proprio libro, come nel brillante caso di quest’opera. È un segno dei tempi. Di una certa importanza, anche, poiché il vero significato del problema della fuga
dei cervelli è la ricerca delle sue cause.”

Gli autori
Andrea Mameli, laureato in fisica all’Università di Cagliari, dal 1996 è ricercatore del CRS4, nel 1999 ha conseguito il master in comunicazione della scienza alla Sissa di Trieste, è giornalista pubblicista.
Mauro Scanu, laureato in comunicazione di massa all’Università di Siena, nel 2004 ha conseguito il master in comunicazione della scienza alla Sissa di Trieste, è giornalista professionista e lavora all’agenzia Zadig di Roma.

Scienziati di ventura di sarà presentato Lunedì 16 luglio 2007 in due
occasioni:
– alle 18:00 al Manàmanà in Piazzetta Savoia a Cagliari. Intervengono con gli autori e l’editore: uno dei protagonisti del libro, il genetista dell’università di Sassari Francesco Cucca e il neuroscienziato Gian Luigi Gessa, autore della prefazione. Coordina Paolo Maccioni (editorialista e scrittore). Leggerà alcuni brani tratti dal libro Emanuela Valentino.
– alle 22:00 in Piazza Museo a Pula, in occasione del festival della scienza. Per l’occasione gli autori si intervisteranno a vicenda. Interverrà una delle protagoniste del volume: la ricercatrice sarda (rientrata dalla Svezia) Monica Mameli-Engvall.

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2 Responses to SCIENZIATI DI VENTURA

  1. Paolo dicono:

    Un incontro di spessore, un pubblico qualificato e attento oltre che numeroso. Nessun eccesso, nessuna chiacchiera inutile o fuori tema, nessuno ha straripato, né fra i relatori né fra gli intervenuti dal pubblico. E poi grandi voci quelle dei lettori, soprattutto Tote Aresu. Per la prima volta un incontro di questo tipo è finito puntuale all’ora richiesta, senza sforare. Chi c’è stato sarà d’accordo.

  2. Andrea dicono:

    Hai ragione, anche se sono arrivato un po’ in ritardo, ho trovato l’incontro molto interessante e utile. L’unica nota personale che posso fare è che in conclusione (l’intevento del prof. Gessa)si è detto che bisogna partire dalle scuole materne ed elementari per poter mettere in moto un circuito virtuoso. Da maestro elementare condivido e spero si creino dei momenti di incontro come quello di ieri per poter ragionare insieme. Finora purtroppo spesso tutto si trasforma nel gioco del cerino..
    A presto Andrea

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