25.03.1977 – 25.03.2009 Rodolfo Walsh 32 anni fa

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Trentadue anni fa scompariva Rodolfo Walsh, giornalista e scrittore argentino. Di origini irlandesi, Walsh tradusse per l’editoria argentina i gialli di Raymond Chandler, di Horace McCoy e di William Irish, alias Cornell Woolrich. Autore di polizieschi egli stesso, abbandonò il genere per dedicarsi sempre più al racconto d’inchiesta, al giornalismo investigativo. All’instaurarsi della dittatura militare, nel 1976, Walsh fondò la Ancla, l’Agenzia di notizie clandestina che dava conto delle esecuzioni sommarie e dei sequestri, ad opera degli sgherri dei golpisti, che avvenivano alla luce del giorno ma che non avevano cittadinanza sugli organi dell’informazione ufficiale. In uno di questi bollettini si descrisse la campagna di censura, repressione e terrore contro il giornalismo. Il 25 marzo del 1977, all’indomani del primo anniversario del golpe, Rodolfo Walsh cadde in un’imboscata tesagli per strada a Buenos Aires. Prima dell’agguato fece in tempo ad imbucare la memorabile “Lettera aperta alla Giunta Militare”. Come scrive Horacio Verbitsky, giornalista che lavorò con Walsh e da molti considerato il suo erede: «giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda». La lezione di Walsh valida ancora oggi fu quella di imparare a drizzare le antenne: presagì il terrore che si sarebbe abbattuto sull’Argentina in anticipo. Colpevolmente tardiva – in ritardo di 30mila desaparecidos – giunse la condanna unanime della dittatura, quando ormai era caduta.

Articolo pubblicato il 25.03.2009 su EPolis, edizione IlSardegna.

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La Plazoleta Rodolfo Walsh a Buenos Aires, quartiere di San Telmo, all’incrocio tra calle Chile e Perú, intitolata al giornalista e scrittore desaparecido (foto Paolo Maccioni)

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3 Responses to 25.03.1977 – 25.03.2009 Rodolfo Walsh 32 anni fa

  1. Paolo dicono:

    Questo è l’articolo compresso secondo la severa legge delle 1500 battute che mi spettano su Epolis. Una versione più approfondita è pubblicata qui su Megachip:
    http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=8898

  2. Luca Parenti dicono:

    La ringrazio per aver scritto ed essere riuscito a pubblicare un articolo su Walsh. Come disse lui a proposito di Jorge Masetti – non è un caso che il suo nome continui ad essere ignorato dal giornalismo serio, in particolare occidentale. I suoi articoli oggi non potrebbero uscire neanche per sbaglio su una rivista o un giornale di diffusione nazionale, tantomeno in questo paese.Nella miseria del giornalismo italiano, sarebbe opportuno far scoprire alla gente che quello che leggono, ascoltano, vedono, non è affatto giornalismo, ma spazzatura.

    E a proposito di monnezza, ieri guardavo Saviano, il giornalista più vicino alla poetica di Walsh, che io immagino parzialmente conscio di essere costretto dalla sua condizione a riferirsi e chiedere solidarietà a un pubblico generico, a tenere lontano dal racconto dei fatti il contesto politico, etc. proprio come capitò a Walsh quando scrisse Operacion Masacre.
    Poi lui scelse, come spero succederà anche a Saviano, se in Italia si creeranno le condizioni per scegliere.

    Per quanto mi renda conto che i paragoni storici siano spesso sterili e/o fuorvianti, mi sorprendo a riconoscere nel quindicennio berlusconiano, la decade menemista argentina e mi auguro di che il nostro popolo non arrivi al suo dicembre 2001 nelle stesse condizioni di ora. Ho il timore che sarebbe il preludio per un “Proceso” all’italiana.
    Saluti

    Luca Parenti

    ”Le nostre classi dominanti hanno sempre voluto che i lavoratori non avessero né storia né dottrina né martiri o eroi. Ogni lotta deve ricominciare da capo, separata dalle lotte che l’hanno preceduta: l’esperienza collettiva si perde, le lezioni vengono dimenticate. La storia in questo modo appare come proprietà privata, i cui padroni sono i padroni di tutte le altre cose.”

  3. paolo dicono:

    Grazie gentile Luca Parenti, condivido, conoscevo l’affermazione di Walsh sulla Storia come proprietà privata, i cui padroni sono i padroni di tutte le altre cose… oggi vero come allora.

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