Cattivo giornalismo

Mamma mia! Che pasticcio di luoghi comuni in quest’articolo di Rocco Cotroneo apparso sul Corriere due giorni fa! Maradona, Borges, Evita, i tango bond e le “Falkland” (sic!) tutti insieme in un’insalatona di cazzate senza capo né coda, al di là dell’opinione dell’estensore… Che c’entra Carlos Menem con Cristina Kirchner? Entrambi peronisti? Be’, anche gli squadristi della Triple A (“Alianza Anticomunista Argentina”, operativa già prima della dittatura militare) e i Montoneros, cui la Triple A dava la caccia, crebbero e maturarono entrambi nell’alveo del peronismo. Menem fu molto più vicino a Cotroneo di quanto lui stesso non creda.

«Tre mesi fa infine, la numero uno del Fondo Monetario, Christine Lagarde, avvertì la sua omonima che abita alla Casa Rosada con linguaggio calcistico. Siamo al cartellino giallo, o cambiate registro o tiriamo fuori il rosso.» scrive Cotroneo.

Menem sì che non si faceva dare i cartellini gialli dall’FMI e si è visto il risultato!

Cotroneo non ha infilato un accento giusto (si scrive: Perón e non Peron, Córdoba e non Cordoba, e infine Malvinas e non Falkland, altrimenti vuol dire che in Argentina non ci passi da anni).  E non una fonte citata! Ma soprattutto: dov’è la notizia?

Un pezzo davvero esemplare di cattivo giornalismo, che spiega fin dove si può spingere il piattume di uno dei maggiori quotidiani nazionali. Che pena!

Link all’articolo completo

Dal Corriere online 4 febbraio 2013

QUANDO BORGES DICEVA: «NÉ BUONI NÉ CATTIVI, MA INCORREGGIBILI»

Dai tango bond alle finte statistiche
Le bugie «creative» dell’Argentina

A Buenos Aires esagerazioni e omissioni. Al punto che da tempo l’«Economist» si rifiuta di pubblicare i dati forniti dal governo sudamericano

di Rocco Cotroneo

Il presidente argentino Cristina Kirchner, 59 anni (Epa/Pablo Rodriguez)

I candidati alle elezioni mentono, e si sa. Dicono bugie anche tanti governanti, durante e dopo l’esercizio delle loro funzioni. Poi c’è il caso dell’Argentina, dove esagerazioni, omissioni e balle assortite sembrano sempre un affare di Stato. Si richiamano a una tradizione che non muore mai, si perpetua nella storia e nei cicli della politica. Come se a mentire fosse una nazione intera, davanti al resto del mondo. Naturalmente non è così, e milioni di argentini seri e onesti lo dimostrano. Anche soffrendo come cani bastonati — e capita in questi giorni — per l’ennesima figuraccia del loro governo.

…l’articolo continua continua nel link

Per contro, a chi volesse capire qualcosa sul tema suggerirei la lettura dell’articolo: “Avvoltoi internazionali contro il Leviatano argentino” di Massimo Aggius Vella (linkato pure nel post qui sotto). Al di là delle opinioni è un pezzo scritto come si deve, a differenza di questo pastrocchio del Corriere.

AGGIORNAMENTO (08.02.2013)


Dall’Ambasciata Argentina in Italia – Sezione per i Diritti Umani ricevo questa email (sono nella loro mailing list) che ricopio qua.

Si trasmette in allegato la nota inviata dall’Ambasciatore argentino in Italia, Prof. Torcuato Di Tella, in risposta all’articolo pubblicato dal giornale “Corriere della Sera” lunedí 4 febbraio 2013 (a pagina 11)

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2 Responses to Cattivo giornalismo

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